Cosa distingue l’acqua minerale naturale dall’acqua potabile? Entrambe soddisfano il bisogno primario di dissetarsi, in verità, ma sono profondamente diverse tra loro.
Per essere definita tale, l’acqua minerale deve provenire solamente da falde sotterranee che ne decretano la purezza originaria e la proteggono dai rischi dell’inquinamento. L’ acqua di rubinetto, distribuita tramite gli acquedotti, può derivare da falde superficiali, come laghi o fiumi, potenzialmente contaminati; per questo motivo l’acqua potabile è sottoposta a disinfezione batterica. La qualità delle acque del rubinetto dipende molto dalle condizioni della rete idrica di distribuzione, che possono variare anche significativamente da comune a comune; le acque minerali, invece, arrivano sulla tavola così come sono in origine, senza interventi di alcun tipo. L’imbottigliamento alla fonte permette di mantenere inalterate tutte le proprietà che l’acqua possiede nel momento in cui sgorga.
L’acqua minerale, inoltre, deve mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche essenziali. Per questo motivo subisce, su tutte le fasi della filiera produttiva, severi e continui controlli da parte delle autorità sanitarie (ASL, laboratori ARPA, NAS): la verifica di parametri non conformi prevede la revoca della concessione alla vendita. Per l’acqua di rubinetto, invece, si possono chiedere ed ottenere ampie deroghe, nel caso in cui ci fosse difformità dei parametri stabiliti.
In Italia può essere venduta con la dicitura “acqua minerale” solo l'acqua che risponde ai criteri di legge stabiliti dal Decreto Legislativo 8 ottobre 2011 n. 176.